giovedì 9 luglio 2009

Piuttosto nude, ma MAI senza mascara!

Coinvolta quasi per caso da un'amica, mi ritrovo alle 4 del pomeriggio al Diana Majestic ad una presentazione di Max Factor. La location è molto suggestiva, un po' retrò, l'atmosfera ricorda il Pera Palace di Istanbul, tappa dei viaggiatori di fine '800 dell'Orient Express.
C'è grande fermento, dai businessmen con portatili e smartphone ai magnaccia extralarge circondati da bottiglie d'alcool e da giovani bionde anoressiche in shorts e sorrisi.
Nel cortile interno è tutto pronto per una "masterclass" di makeup art. E qui, mi si apre un mondo del tutto sconosciuto in cui il trucco diventa un must come indossare le scarpe.
Mentre Rajan Tolomei dipinge con tocco leggero il viso perfetto di una modella, ci vengono svelate pillole di saggezza sul make up, nuove tendenze e vocaboli misteriosi (almeno per me) come incarnato, smoky eyes, long lasting, blush ecc.
Così scopro che:
1. fondotinta, cipria e terra vanno usati tutto l'anno
2. sfumatura è la parola chiave: NO eye-liner, NO terra spalmata dappertutto, NO correttori verdi.
3. il mascara sta alla donna, come l'acqua alle piante
4. truccarsi è questione d'abitudine, bastano 3 semafori rossi per essere perfette.
Sì, ma lo specchietto dello scooter non è comodo come quello dell'auto, parto svantaggiata!

giovedì 25 giugno 2009

Flash dai colloqui: che lavoro fa papà?

"Ci parla della sua famiglia [d'origine]? Da quanti membri è composta? Che lavoro fanno i suoi genitori? E sua sorella?" Domanda ufficiale della responsabile HR al mio secondo colloquio in una società.
No, non sto cercando di entrare nell'arma dei Carabinieri e no, non ho 18 anni e non sto provando a seguire un corso di laurea a numero limitato.
Di anni ne ho 36 e lavoro da più di 12 anni (senza saudage) lontano dalla mia città d'origine e dalla mia famiglia.
Ora, quello che mi chiedo è: a cosa serve farmi una domanda simile, oltre a violare i principi della privacy?
L'esito cambierebbe a seconda della risposta? Se i miei genitori lavorassero come operai, commercianti, politici o professori universitari, ci sarebbero differenze?
Se uno dei due fosse mancato? Oltre all'imbarazzo di dover toccare temi così personali, ci sarebbero dei punti a favore o a sfavore?
Possibile che nella scelta di un professionista debba influire il mestiere dei suoi genitori? Eppure l'azienda non è indiana, non dovrebbe esserci neanche un problema di caste.

domenica 7 giugno 2009

Spagna - Italia: 1-0

Al voto.
Per votare in Spagna non hai bisogno della scheda elettorale, ma solo di un documento di identità valido. Il voto non è segreto: da un tavolo prendi una scheda del partito da sostenere, la pieghi, la infili nella busta, lecchi e chiudi. Le urne sono quadrate, sigillate e trasparenti.
Non ci sono code, è tutto molto veloce. Ho dato un'occhiata alle pile delle schede di ciascun partito e sembrerebbe che quella più bassa sia quella dei socialisti della Catalunya...a Barcellona.
Al mare.
Puoi metterti come ti pare, nudo, in topless, con lo scafandro, nessuno ti fissa come se fossi un pervertito o un extraterrestre. Ci sono i contenitori per la raccolta differenziata, i bagni e le doccie gratuiti.
C'è chi ti offre da bere a prezzi irrisori, c'è un bagnino ogni tot metri che garantisce la sicurezza in spiaggia e in acqua. Sono di rosso vestiti, ma purtroppo non hanno nulla a che vedere con i Baywatch della TV.
I clochard si guadagnano da vivere realizzando sculture di sabbia gigantesche, circondate da un pubblico di turisti armati di fotocamera. È strano pensare come l'era digitale abbia trasformato tutti in "giapponesi" dal click facile.
Al ristorante.
Puoi entrare in un ristorante anche alle 23 senza essere cacciato acidamente. In molti locali non è possibile prenotare se non quando sei sul posto. Nel ristorante superfigo di un hotel ti fanno entrare con i jeans ed un paio di converse distrutte senza fare un piega. Dopo cena vai a bere qualcosa e trovi sempre persone di nazionalità differenti che vivono e lavorano a Barcellona, così idiomi e culture si mescolano e il confronto diventa sempre molto stimolante.
Hasta luego.

giovedì 28 maggio 2009

Lost in multi identity

I miei task delle ultime settimane:
- fare l'ufficio stampa degli ultimi eventi/spettacoli della stagione per il teatro (spettacoli/arte)
- presentare un business case e un GANTT di progetto ad un terzo colloquio in un'azienda (e-commerce-internet)
- fare l'ufficio stampa per le ultime iniziative dell'accademia (spettacoli/formazione attorale)
- salutare e spiegare cosa non ha funzionato e perché ti dimetti a tutte le persone con le quali hai lavorato sino ad ora (lacrime e sangue, un settore difficile ;)
- prepararsi alla proposta economica del tuo quarto colloquio con un'altra azienda (dopo aver incontrato HR, resp della comunicazione, direttore mktg e ad) (internet/trattative)
- recuperare i vestiti da pinguina che non indossavi da anni decisamente demodé e lasciare le birkenstock a casa (vita, altro settore difficile)
- parlare solo in inglese, anche da sola, perché nei vari step di selezione c'è anche la lingua inglese (internet in english)
Così, da un momento all'altro nella stessa giornata, mi tocca parlare di regia o tassonomia, recitazione o miglioramento del tasso di conversione del sito, interpretazione o info-commerce.
Non so più chi sono e, soprattutto, "quando lo sono", sarà stata l'influenza di lost s5?
È come avere una multi identity nella vita reale. Devo assolutamente chiudere qualche account.

giovedì 21 maggio 2009

Basta battute, non è divertente

Oggi Berlusconi parla di "Parlamento pletorico" e di "numero di deputati da ridurre" all'incontro di Confindustria. Da Repubblica.it si legge "A stretto giro arriva anche la reazione del presidente del Senato, Renato Schifani. "E' stata solo una battuta non un giudizio di valore - minimizza...[...]".
Se è vero che si tratta sempre di battute, è possibile sperare che il Presidente del Consiglio, figura ufficiale del nostro Paese, smetta finalmente di fare battute, risponda alle domande della stampa nazionale e internazionale e parli di cose serie?

Coincidenze

Il fatto che oggi, in ordine temporale...
1. mi sia trovata a parlare del Burkina Faso con un amico che mi chiedeva ragguagli
2. mi abbia contattato un amico burkinabé con il quale ho lavorato in Burkina 3 anni fa
3. mi abbia scritto un amico parigino conosciuto a Ouaga, in Burkina nello stesso anno
...lo dovrò prendere come un segnale? L'Africa mi sta richiamando? AAAARGHHHHHH! Manteniteme!!!

giovedì 14 maggio 2009

Ringraziare voglio il divino



Ringraziare voglio il divino
labirinto degli effetti e delle cause
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per l'amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la musica, misteriosa forma del tempo.

Un estratto di una splendida poesia di Borges. Dalla sesta puntata di Boris, la profonda voce di Francesco Pannofino.