lunedì 29 dicembre 2008

Wiiva Babbo Natale

Dopo veri e propri tour de force culinari, nei quali era necessario affrontare tre piatti diversi per portata, dall'antipasto al dolce, frutta, caffé e ammazza-caffé. Dopo le formalità familiari con parenti acquisiti del tutto sconosciuti, soprattutto a te che sei emigrata da Napoli da più di dieci anni.
Dopo lunghe dormite imposte dai tuoi poveri organi, concentrati a digerire tutte le pietanze ingollate in pranzi e cene interminabili.
Dopo aver sorriso e ringraziato entusiasta per aver ricevuto regali del tutto inutili, brutti, che non c'entrano nulla con te...
Finalmente arriva lei! Dalla linea semplice e accattivante, bianca, lucida con un solo, semplice oggetto, un telecomando, quattro freccie e due pulsanti A e B e ti si apre un mondo.
Tennis, golf, bowling, slalom, yoga e quant'altro. Ti muovi nella stanza, sudi, ti concentri in attesa di ricevere la battuta dell'avversario, insulti il televisore, ti arrabbi ed esulti ad ogni match point, strike o 150m di salto. Ti lavori psicolgicamente gli avversari affinché non superino il tuo record e perdano miseramente senza diritto di rivincita.
La svolta. Due pomeriggi di movimento in una stanza, distruggendo mobili e lampadari e massacrando sportivamente i cognati con i quali, fino ad allora, avevi scambiato solo qualche frase di circostanza.
Così torni trionfante a casa, a Milano, con due souvenir: dolori sparsi al gomito e alla spalla sx ed una Coppa Wiimbledon virtuale :-)

lunedì 15 dicembre 2008

Giornalisti vanesi

Ti chiama un giornalista di un'importante rete televisiva nazionale. Ti dice che vuole fare una finta diretta dal teatro. Vuole inervistare il pubblico per avere un feedback a caldo a fine spettacolo. Ovviamente è il giorno in cui nevica e la sala è semivuota, così ti preoccupi di riempirla, chiamando amici e parenti, pronta a prostituirti per qualche presenza in più.
Dopo un paio d'ore ti richiama il giornalista e ti dice "Guarda, avevi ragione tu, forse è meglio intervistare l'attore a fine spettacolo". Lo ammazzeresti seduta stante, ma sorvoli.
Così finito lo spettacolo, mentre si è in attesa dell'attore, il giornalista ti intrattiene con il suo primo momento di autocelebrazione, elencandoti gli interessi che coltiva, o le canzoni e i libri che scrive. Intanto si specchia dove può, aggiustandosi il ciuffo, preoccupato dalla resa della sua splendida immagine.
Arriva l'attore stravolto, dopo un monologo intensissimo di un'ora e mezza e il giornalista parte con il suo secondo momento di autocelebrazione. Niente, non risparmia neanche lui.
Si parte con la prima ripresa, tecnicamente "l'affaccio": Siamo in collegamento da Milano, dal teatro tal de tali...
NO. Stop. non va. Quella parola è scivolata. Si prosegue con la seconda ripresa...
NO. Stop i capelli sono troppo disordinati. La terza, deo gratias, può funzionare.
Ovviamente il problema non è mai stato il contenuto, ma l'immagine personale del giornalista. Stesso iter per l'intervista vera e propria.
Avranno girato una ventina di minuti per 3 minuti di finta diretta. Un giornalista, due operatori, tu e l'attore per 3 minuti scarsi in onda all'una di notte. Evviva la TV.

sabato 13 dicembre 2008

Non rispettare le regole paga?

Incredibile, ma vero. Trovi un posticino tra i rettangoli adibiti ai ciclomotori in pieno centro di Milano. Parcheggi e vai a lavorare sapendo che non tornerai indietro prima delle 14 ore.
Per una volta almeno non hai l'angoscia della multa.
Peccato che quando esci all'una di notte, stremata dal lavoro, scopri che qualcuno ha spostato di peso il tuo scooter legato con due catene e ti ha spaccato lo specchietto retrovisore, il tutto per parcheggiare la sua golf di merda al tuo posto.
Il primo istinto è stato, da napoletana doc, di spaccargli i fari o rigargli la carrozzeria con una chiave. Ma no, nella vita bisogna essere civili, il dente per dente non deve funzionare. Così chiami la polizia. Prendono i riferimenti della strada e stendono una specie di verbale dei fatti, si prendono i tuoi dati e ti dicono:
1. ci sono diverse ore da aspettare, veniamo da uno sciopero generale
2. tutto quello che possiamo fare è mettere una multa all'auto in divieto di sosta, perché non possiamo dimostrare che il proprietario dell'auto, parcheggiata al posto del suo scooter, sia stato effettivamente l'artefice dei danni che lei ha subito.
3. non manderemo un carro-attrezzi, ci sono troppe auto in divieto di sosta.
Mentre ascolti allibita, sei davanti ad un cartello, grande come una casa, con un divieto di sosta con rimozione forzata, ma forse fa parte dell'arredamento urbano.
Così mentre il bifolco, proprietario dell'auto, sta ballando a Le Banque contento e impunito (il massimo che gli accadrà sarà di pagare 35 euro di divieto di sosta), tu torni a casa con lo specchietto rotto, sapendo che dovrai sborsare circa 50 euro per farlo sistemare.
Nel frattempo è uscita la guardia giurata di una banca lì vicino e non puoi neanche tornare all'idea di partenza e spaccare i fari della golf, hai anche lasciato i tuoi dati alla polizia...
Così te ne vai cornuta e mazziata, con il dubbio che avresti dovuto ricorrere al dente per dente sin da subito.

sabato 6 dicembre 2008

Ciao Poldo














Poldo è andato.
Dopo un lungo "accanimento terapeutico", l'ho dovuto sostituire con uno scooter nuovo di zecca, anche un po' fighetto.
Del resto, il Ministero, la Regione e il concessionario mi hanno pagato profumatamente per mollare il mio 50ino un po' datato, euro zero e con il pistone consumato.
Il momento dello scambio dal concessionario è stato surreale.
Mi accoglie una ragazza acidissima, mi fa firmare mille carte, chiama qualcuno al telefono e gli dice "Senti, c'è da consegnare un liberty nero e ritirare un rottame".
Rottame? Scoppio in una risata nervosa. Poldo un Rottame? Rottame a soreta!, mi verrebbe da risponderle. Lei mi guarda perplessa e mi dice "Tu pensa che una volta una ragazza è scoppiata a piangere davanti a me per il suo motorino, messo ancora peggio del tuo". Aridaje. Deglutisco e trattengo le lacrime, ho un mostro insensibile davanti a me.
Lei continua "Cose dell'altro mondo, piangere per un rottame come quello!".
Firmo le ultime carte, saluto il mostro ed esco.
Mi aspetta un cingalese super sorridente. Mi stacca il targhino da Poldo e controlla che sia tutto a posto. Nel frattempo mi elenca le enormi differenze rispetto al nuovo: diversi consumi, più veloce, più pesante, più grosso...come se non li vedessi.
Mi trasmette una tale ansia da prestazione da distrarmi dal distacco da Poldo. Sono talmente concentrata sul: togli lo scooter dal cavalletto senza rimanerne schiacciata, accellera senza spalmarti sul muro di fronte, frena e individua i comandi più utili, che l'unico desiderio è allontanarmi il prima possibile senza mai voltarmi indietro.

PS Il nuovo scooter non avrà mai un nome.

mercoledì 3 dicembre 2008

'ndo coglio coglio

Dopo le false promesse su Alitalia e sull'immondizia a Napoli, il decreto Gelmini e i militari in città, le gaffe su Obama e le liaisons con le soubrette...un'altra idea del governo che colpisce un settore diverso.
E va bene che è una pay tv e che costa un pacco di saldi e va bene che, loro di Sky,™ sono tra le vittime dirette della nuova proposta governativa, ma il fatto che abbiano realizzato uno spot ad hoc contro il governo la dice lunga sulla situazione allo sbando nella quale ci troviamo.


È come se il governo avesse un joystick in mano e sparasse a zero su tutti perché gli sfuggono le regole del videogame. O forse le conosce fin troppo bene e l'obiettivo è eliminare qualsiasi avversario, costi quel che costi.

venerdì 28 novembre 2008

Brasato e brasata


Devi andare ad una cena. Casa signorile, tavola apparecchiata con posate d'argento, bicchieri di cristallo, piatti di porcellana...quello che mia nonna chiamava il servizio 'bbbuono.
Carrello con le pietanze accanto al desco e barboncina bianca che ti scruta con l'aria snob dall'alto del suo trono, un cuscinone imbottito (probabilmente di piume d'oca) sicuramente piu' comodo del mio fouton ikea ereditato da un'amica.
Arrivano le portate: affettati, torta rustica ed il piatto forte: il fantomatico brasato con polenta che, da napoletana doc, hai visto forse una volta nella vita. Lo devi mangiare, non puoi dire di no, lo gusti e lo assapori tra una chiacchiera e l'altra, tra un bicchiere e l'altro, ignorando totalmente che per te è puro veleno.
Così satolla e contenta prendi Poldo e raggiungi altri amici in una pizzeria, ma c'è qualcosa che non va...il tuo fisico, allergico alle cipolle, sta realizzando a poco a poco che dentro quel brasato c'erano probabilmente 2 kg del bulbo assassino celati dal sughetto invitante e dalla novità.
Così parte prima il malditesta, poi tutti gli altri sintomi da avvelenamento che ti impongono una relazione imprescindibile con la toilette e una sfilza di improperi a te stessa che non hai avuto il coraggio di avvisare la signora, ospite e cuoca, che sei allergica alle cipolle.
Se non altro il lato positivo della faccenda è che, per una volta, sei a casa sotto le coperte in una splendida, abbagliante giornata innevata.

lunedì 17 novembre 2008

Lo scrocco assassino

Serata organizzata dal Teatro Francese di Milano. Buffet offerto alla fine dello spettacolo.
Vassoi su vassoi di fromage francesi e champagne. Cosa chiedere di più dopo una giornata di digiuno? Che fai? Non mangi? Non bevi? Certo che sì. Affamata, assapori e degusti tutti i formaggi: camembert, caprini speziati, formaggi molli di vario genere e spumantino, intervallati da cracker e conversation française. E adesso?
Adesso rimpiangi il momento in cui ti sei avventata famelica su quei vassoi e su quei calici. E, soprattutto, rimpiangi l'istante in cui hai fatto amicizia con il cameriere che ti ha riservato un trattamento di favore e ti ha passato i pezzi migliori con un sorriso complice. Come dirgli di no. Merci, merci bien.
Ora che inizi ad avere delle strane visioni e ti si materializzano seduta stante i cuscinetti di cellulite, non ti rimane che asciugare le lacrime...
...quelle di coccodrillo. Merde!!!

mercoledì 5 novembre 2008

L'ironia, questa sconosciuta

Sono sempre molto stupita quando scopro che l'ironia non è sempre immediata e non viene compresa da tutti. A maggior ragione se, alcuni di questi tutti, dicono di conoscerti bene.
L'ironia può essere uno strumento estremamente affascinante sia per chi ne fa uso che per chi ne sa afferrare il messaggio reale. Da non confondere con il sarcasmo che a volte viene utilizzato come strumento per offendere o colpire in qualche modo.
Deriva da ειρων, eiron, termine greco utilizzato nelle primissime opere teatrali di Aristofane, per indicare un personaggio della commedia, un uomo che fa apparire sè stesso meno importante di quanto sia in realtà. Non ho ancora capito se oggi, il suo uso dipenda da una sorta di lessico familiare, dall'area geografica di origine, dalla formazione ricevuta o semplicemente da una propria forma mentis costruitasi nel tempo. Una cosa è certa, se sei poi costretto a spiegare o "tradurre" il messaggio, l'ironia perde totalmente la sua ragion d'essere e tutto il suo divertimento.
Così, dal momento che mi è venuto fuori un post da maestrina noiosa, chiudo rapidamente con le parole di Soren Kierkegaard:
"L'ironia è l'occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l'assurdo, il vano dell'esistenza"

sabato 18 ottobre 2008

Impulso o razionalità?

Per una strana congiuntura astrale o forse per la botta che ho preso a luglio (quella c'entra sempre), mi ritrovo molto più povera e con zero tempo a disposizione.
Non solo, ma ho un inconsueto bisogno di fare shopping. Non il mio solito shopping di aggeggi elettronici o di libri, NO, shopping classico di scarpe in primis, vestitini, borse, tutte quelle cose inutili che mi piacciono tanto e che non indosso per più di un'ora.
Anche perché girando sempre come un muletto con borsa computer, borsa mia, chiavi di San Pietro e cambio per la sera, è impensabile avere un paio di tacchi da 7 cm ai piedi con cui pedalare avanti e indietro centro-periferia nord ovest.
Ho la mattina libera e le sto pensando tutte per evitare di "uscire a far danni", come mi diceva amorevolmente un mio ex, che sosteneva che avevo anche una tecnica rapida, precisa e sistematica di selezione dei capi da acquistare.
Impulso o razionalità, chi la vincerà? Io un sentore al riguardo ce l'avrei.

sabato 4 ottobre 2008

Mondi a confronto

Parli con un amico e viene fuori un'idea.
Proponi l'idea ai protagonisti e aderiscono entusiasti.
Parli con il regista e si esalta al punto da trasferire il suo entusiasmo al fotografo, al fonico e ai cameramen. Il fotografo coinvolge i proprietari carinissimi della location, un ristorantino cingalese, che ci ha ospitato con una disponibilità e una cortesia fuori dal comune.
Uno dei protagonisti conivolge un musicista che suona con la tromba alcune improvvisazioni a tema, un pomeriggio en passant tra le poltrone della prima galleria del teatro.
E questo è il risultato, grazie alla passione di tutti e all'ottimo lavoro di Giovanni e Alvise.


E' stato molto divertente mettere a confronto il mondo del cinema con quello del teatro, con una spolveratina di musica e, perché no, di buon cibo cingalese.
Fossero tutti così gli incontri di "lavoro"! :-)

lunedì 29 settembre 2008

Tati latitante


Ebbene sì, sono sparita. Ecco dove sono finita: nel guardaroba del foyer di un teatro a preparare una conferenza stampa per l'inizio della Stagione. Tralascio i presupposti e i dettagli inverosimili, tipo che molti sono convinti che il teatro sia chiuso, un teatro storico di Milano con più di 200 anni. Basta vedere la tonalità del viola delle occhiaie e del verde della faccia per intuirne gli effetti.
Adesso spero di uscire dal tunnel e riprendere in mano la mia vita, dopo aver fissato una lunga seduta in un hammam o in un qualsiasi posto dove mi coccolino a lungo.

sabato 20 settembre 2008

Quotidiani latitanti

Dicono che in Italia non si leggono i quotidiani.
Per forza, se il sabato non lo compri entro le undici del mattino, non lo trovi!!! Alle 12 l'edicola chiude. Qui a Milano tra un po' bisognerà prenotare con mesi di anticipo anche il giornale a meno che non voglia leggere il Giorno.
Edicole soffocate da riviste incellofanate con mascara, dvd, borse, scarpe e mutande, corsi di ogni tipo, orsi e vocabolari, ma i quotidiani? ZERO.
In mancanza d'altro, prendi un settimanale pensando di leggere qualche articolo di approfondimento e invece ti ritrovi a cercare un contenuto che superi le 50 battute tra le mille pubblicità di oggetti dei quali non ti importa nulla.
E pensare che per te l'edicola era una specie di paese dei balocchi quasi quanto la libreria o il negozio di giocattoli o la cartoleria.
Niente ti tocca tornare su web, non c'è scampo, non te ne liberi.

martedì 16 settembre 2008

Pelapatate verde pisello

ovvero come un semplice utensile può cambiarti la filosofia del cucinare.
Ti ritrovi in un mega negozio per la casa dove vorresti comprare tutto dimenticando di abitare in un bilocale. Ti imbatti, lungo il cammino grigio e predeterminato, in un cestone delle offerte: pelapatate a 50 cent! E' colorato, lo prendi.
Sei di quelli che, arrivati a casa, devono "ingegnare" subito i nuovi acquisti. Se sono vestiti li metti uno sull'altro, se sono aggeggi tecnologici li usi a costo di far saltare il salvavita, se e' un pelapatate, vai al supermercato apposta per comprare le patate e...
...MAGIA! In pochissimi minuti sbucci un kg di patate.
Tu che lo hai sempre fatto con un coltello, tu che consideravi tempi infiniti quando c'era da fare patate al gratin o fritte o da contorno a pollo o arrosto.
In un tempo davvero irrisorio hai infornato le tue patate perfette, le mani non hanno subito danni e hai modo di dedicarti ad altri piatti.
A questo punto ti chiedi, aldila' del set di coltelli d'obbligo, quali altri utensili (che avevi sempre ignorato) possono servirti per cambiare in modo così drastico l'atto del cucinare...il succhiasugo dalla pentola al piatto di portata? lo schiaccia-aglio? la grattugia elettrica? il puntone per bloccare l'arrosto e affettarlo come si deve? l'atttrezzo per fare le palle di gelato?
Ti si apre un altro mondo...e la voglia di riprendere ad organizzare cene ogni sera.
Intanto il tuo gratin ha riscosso grandi successi e tutto grazie ad un semplice, elementare, meraviglioso, pelapatate verde pisello.

sabato 6 settembre 2008

Baiò

Come può un posto entrarti nella pelle, nelle ossa, rimanerti dentro per mesi, anni senza riuscire a liberartene.
E' un posto durissimo, dove hai conosciuto la malattia, la miseria, la morte di bambini indifesi.
Hai litigato e discusso e lottato contro il menefreghismo, la cattiveria, la bastardaggine allo stato puro degli adulti.
Hai sofferto, patito, pensando mille volte di mandare tutti a quel paese...che cuocessero nel loro brodo per non dirla in modo volgare, eppure...
...eppure non riesci a liberarti di quel posto. Ogni piccolezza, ogni stupido lamento qui, ti ricorda cosa hai vissuto e cosa vivono lì in Congo.
Ogni volta hai bisogno di sentire e parlare con persone che l'hanno conosciuto vivendoci diversi mesi come te, per illuderti di riviverne un frammento.
Un pezzo del tuo cuore è rimasto lì e non c'è verso di recuperarlo.

Oggi ho rivisto i bimbi congolesi operati al cuore qui a Milano: Naomi, Esther, Ndaò, Emmanuel, JeanPierre e Carole. Mi sono venuti incontro urlando il mio nome. Non li vedevo da tre settimane. Domani partono per tornare a casa, a Kimbondo. Mi hanno ripetuto le frasi che dicevo loro in lingala per prendermi in giro sul mio accento. Si sono ricordati tutto, parola per parola. Ed io che temevo che mi avessero dimenticata con tutte le persone che hanno conosciuto in questi giorni. I lacrimoni erano in agguato come lunghi fiumi in piena stile Candy Candy e cercavo di trattenermi per evitare di scatenare il pianto collettivo.
Non so quando potrò tornare in Congo, non so quanto potrò restare, ma so che quei bimbi stanno portando con loro un altro pezzo del mio cuore.
Baiò petits. Bisou.

giovedì 28 agosto 2008

Lavoratori usa e getta

Un grosso gruppo editoriale assume solo tramite agenzie interinali, così ti ritrovi per la prima volta nella tua vita, dopo 10 anni di lavoro a dover interagire con il fantastico mondo del fast...job.


Primo incontro: inserimento nel DB
Dal momento che hai già fatto il colloquio con quello che sarà il tuo responsabile all'interno dell'agenzia giornalistica radiofonica dove lavorerai, il primo incontro nell'agenzia interinale riguarda la sola immissione dei tuoi dati anagrafici e lavorativi. Davanti a te, una donna più o meno della tua età, tailleur attillato e tette pushuppate, abbronzatura caraibica. Inserisce i dati automaticamente ticchettando i tasti con unghie lunghe e laccate, che femminilità! Ti tic tititic, toc...ad un tratto si blocca e ti guarda sconvolta, come se fossi un fantasma o ti fossi trasformata in un mostro: "No, scusi. Lei era un quadro con un contratto a tempo indeterminato!!! No scusi, poi cosa è successo?". Cerchi di spiegarle che le tue scelte di vita non sono proprio legate al tuo inquadramento contrattuale, le fornisci solo una delle tue motivazioni e capisce, al punto da iniziare a trattarti come un essere umano, anche se non sai se è per il tuo vecchio contratto o per le tue prospettive.
Una volta terminate le formalità ti saluta quasi con un inchino.

Ultimo incontro: dimissioni
Il tuo referente non lavora più lì da alcuni mesi. Parli con una ragazzetta alle prime armi. Ti da un foglio prestampato senza intestazione dove dichiari:

Io sottoscritto [Nome Cognome] assunto da [Nome Agenzia Interinale] il giorno...in missione presso [Nome del reale Datore di Lavoro] rassegno le mie dimissioni...".

Ignoravi che la tua fosse una missione, ma ripensando ad alcuni colleghi quasi quasi ti ci ritrovi. Così ti liquidano e, sorpresa, ti offrono in regalo un libro: Inventario della Memoria di Michele Prisco.

Finalmente libera, ti chiedi quale ragionamento ci sia stato dietro alla scelta del titolo, illudendoti che ce ne sia stato uno.

martedì 26 agosto 2008

Rincozìe e nipoti sommelier

I post languono perché, lo confesso, sono stata colpita anch'io dalla sindrome da rincoglionimento ziesco. Il mio nipotino di 10 mesi è arrivato sabato sera e ha preso possesso della casa. Sono due camere, ma per passare dall'una all'altra ormai bisogna fare la gimcana tra giocattoli, abiti, pappe, bollitori, lettino, passeggino, biberon, bavaglini e bottiglie di plastica vuote, le sue preferite.
Ha poi trovato un'attività molto attraente e decisamente più impegnativa dei suoi giocattoli standard da bimbo occidentale: aggrapparsi alla mia libreria e tirar giù tutto quel che può: libri, riviste, guide e cd. L'ha presa seriamente, l'operazione di distruzione è sistematica e molto divertente, almeno dal suo punto di vista. Tira giù, mi guarda e ride spiattellandomi soddisfatto i suoi 3 denti. Quando fa una pausa, ha già puntato il gomitolo di fili della postazione del pc e, scambiandoli per liane, si lancia verso l'angolo opposto del soggiorno in un gattonamento sui generis con un gamba piegata e una dritta.
Lo prendo giusto in tempo e un secondo dopo è già distratto dalle fantastiche copertine colorate delle Lonely e delle cartine stradali dell'Africa. Oltre al colore naturalmente ne gusta il sapore, la consistenza e la resistenza. Senza nessun tipo di pregiudizio, passa da uno Paese all'altro e li assaggia tutti indiscriminatamente.
Il suo viaggio e l'attività di smantellamento è accompagnata da colpi di tosse per attirare l'attenzione e da gorgeggi, cicallecci, sillabe ripetute in diverse tonalità per la gioia della vicina che per fortuna ha problemi di udito.
Quando la sua missione lo ha temporaneamente stremato, si stropiccia gli occhi e inizia a lamentarsi per essere preso e dondolato per la pennica con il lenzuolino di ordinanza.
E chi sta meglio di lui!?!

mercoledì 20 agosto 2008

Una pausa di 4/4

20 Agosto. Una strana atmosfera di sospensione.
Adoro questo momento dell'anno in città. Saracinesche chiuse marchiate con cartelli colorati "chiusi per ferie dal... al...". Negozi , meccanici, bar, ogni tipo di esercizio pubblico mimetizzato con la facciata di un palazzo. Strade vuote. Finestre e portoni serrati.
Adoro andare in giro in bici e guardarmi intorno, senza dovermi preoccupare di essere investita da qualche SUV (sono tutti in vacanza in questo periodo).
Adoro scorgere qualche anziano che passeggia con calma con il proprio bagaglio di esperienze, emozioni e ricordi e incrociare il suo sguardo per salutarlo. O andare al supermercato dove si sente l'inconfondibile profumo di scuola, di quaderni, grembiuli, cartelle o zaini, diari colorati e astucci. Trovare l'uva di settembre e gli ultimi adorati cocomeri. Le alici e le alghe di mare.
Fermarmi alla finestra di casa davanti ai miei alberi ancora verdi e ascoltare nuovi suoni come quelli di campane lontane o di una cantante lirica che si esercita, invidiandole la sua relazione intima con la musica, amante esigente e appagante.
Avvertire il cambio colore del semaforo, lavoratore indefesso e solitario, giallo, pausa, rosso, pausa, verde...impartendo ordini ad un esercito invisibile di veicoli.
Il silenzio è l'aspetto più suggestivo, colonna sonora di un momento di sospensione, di un tempo dilatato, di una lunga pausa di quattro/quarti. Come se non fosse ancora tempo di ricominciare. Non bisogna prendere nessun treno, scegliere una destinazione o correre in qualche dove.
Basta rimanere lì dove si è, godersi l'attimo e riprendersi il proprio tempo.

domenica 17 agosto 2008

Come fare acchiappanze

Dopo pochi giorni di ferie, nei quali ho dimenticato il significato di riposo, mi sento di consigliare alle fanciulle in cerca di anime gemelle di mettersi un bel cerottone bianco sulla fronte, di quelli che si vedono a distanza di kilometri, di quelli che fanno fermare le persone per strada per chiederti "cosa hai fatto". Null'altro.
Non più cani al parco, bambini in prestito, supermercati in viale Papiniano, o matrimoni degli amici, ma solo un bel rettangolo bianco candido incollato in fronte e il successo è garantito.
Chissà, impietosirà gli animi sensibili, attrarrà i feticisti delle cicatrici, stimolerà istinti paterni?
Non saprei, ma funziona. Mio malgrado, dal momomento che, come dicevo un po' di tempo fa, sono in una fase di meditazione, a metà tra un orso e un lupo della steppa. A nulla serve l'indifferenza o l'estraniamento, l'acidume o la franchezza "non mi interessi", o un anello d'argento all'anulare della mano sinistra, non mollano il colpo.

A questo punto mi viene un dubbio: non sarà questo il potere magico che aspettavo da un po' dopo il fulmine sulla fronte! NOOOOO! Speravo in qualcosa di più originale come volare, diventare invisibile, entrare nella testa degli altri, vedere al buio, imparare nel sonno, non certo fare acchiappanze (acchiappare = accalappiare uomini). Beh, magari è solo una fase di assestamento, quando toglierò il cerottone e il fulmine sarà ben visibile, acquisirò altri poteri. :-)

domenica 3 agosto 2008

Per qualche giorno è...

Back to creativity

Ti è mai capitato di incontrare una persona alla quale basta uno sguardo per comprenderti in toto?
Una persona che ti dà un messaggio, magari all'inizio incomprensibile, che dopo un po' ti si concretizza in tutta la sua lucidità e pertinenza.
Una persona che ti permette di abbandonare la quotidianità facendoti volare alto, portandoti a fare continue meravigliose associazioni tra pittura, teatro, musica, scultura, letteratura, senza mai farti toccare terra. Una persona che riesce a tirar fuori tutto il meglio che c'è in te, una parte che tu non immaginavi di avere neanche lontanamente.
Una persona estremamente esigente, che a volte ti massacra per liberarti dai cliché, dai censori personali, dalle zavorre della realtà.
No, non si tratta solo di teatro, è come se con lui vivessi un altro stato. Il cervello improvvisamente ti si riattiva a braccetto con le emozioni e le sensazioni che hai archiviato in tutta la vita, alimentate continuamente dalle opere d'arte di uomini ispirati dalle muse o da un dono divino.
Certo, per volare alto devi scalare una montagna, ma quella persona sa esattamente quale percorso sia meglio per te.
Così per questa estate, dopo un anno e 1/2 di dolori, mi sono regalata qualche giorno con quella persona, un ritorno alla creatività, alla bellezza e alla magia.

sabato 2 agosto 2008

Chiuso per esaurimento scorte

I post di questo blog nascono dai pippiamienti interni. Ogni volta che leggo, sento, assisto o vivo un avvenimento che mi sobolle dentro in un rapido crescendo, le mani partono in automatico affondando le 8 dita tra i tasti, ovunque mi trovi. Il pippiamiento parte dalle viscere, si trasforma in un formicolio alle mani e non si esaurisce se non dopo aver cliccato sul pulsante arancione"publish post". Mi piace pensare che sia una sola improvvisazione, uno o più giri su uno standard. Per il semplice gusto di farlo, senza che ci sia necessariamente un pubblico, anche se i commenti sono sempre molto graditi.
Dopo gli ultimi avvenimenti ho esaurito ogni tipo di risorsa. E' come se avessi 40/70 di pressione anche interna, nell'anima.
Quando la settimana scorsa gli infermieri cercavano di farmi riprendere conoscenza, l'unica cosa che mi ricordo del mio black out è stato che pensavo tra me e me "Lasciatemi stare, lasciatemi stare!!!". Ecco, quella sensazione è ancora molto forte.
L'aspetto positivo è che, in questi momenti, risaltano i tuoi amici, quelli veri. Quelli che sono distrutti dal lavoro, dal caldo, dai loro problemi e ti sono accanto, ti sostengono, ti coccolano. Quelli che ci sono sul serio ai quali dico grazie, grazie, grazie. SMK.

venerdì 1 agosto 2008

Mario, per te.

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma...

da Ossi di Seppia di Eugenio Montale

giovedì 31 luglio 2008

Radiatelo!

Come può un giornalista scrivere un articolo così osceno e irrispettoso!
Come può un professionista dell'informazione scrivere titoli di questo tipo: "Un giovane squilibrato ha posto fine alla sua vita a Chinatown, vicini sotto choc. Nessuno dei condomini del palazzo è rimasto ferito".
Nessuno a scuola gli ha insegnato che uno dei principi del giornalismo è l'imparzialità, che non bisogna mai mettere il proprio personale giudizio negli articoli? Ma forse a scuola non c'è mai stato. Non solo, ma mi chiedo dove abbia lasciato la sensibilità, il cuore o quantomeno il buon gusto.
Sì perché prima di giudicare un gesto che è SEMPRE estremo e tragico, forse avrebbe dovuto informarsi sulla storia vera di questo giovane. Minimo sindacale di qualsiasi giornalista: la ricerca delle informazioni. Forse questo ragazzo "squilibrato" si è lasciato alle spalle una storia tragica. Ma a lui cosa importa? Ha scritto la sua merda di articolo dove non dà nessuna informazione oggettiva se non che "L’inquilina dell’appartamento, una signora anziana, ha passato la notte ospite del fratello".
Ma stiamo scherzando? Ditemi che è uno scherzo, che è uno capitato lì per caso per sostituire un giornalista vero in ferie.
Mario Consani prima di andare a scuola di giornalismo, sei pregato di imparare il buon gusto e la decenza. Il cuore purtroppo non si può sostituire.

martedì 29 luglio 2008

Esther

Ieri sono stata in ospedale per far controllare lo stato della mia testa, almeno quello esterno. Ne ho approfittato per andare dai bimbi. Emmanuel e Esther sono ancora ricoverati, gli altri sono stati dimessi.
Questa volta sono riuscita a ritrarre la mia piccola Esther la Reine, la Regina.
Con una parola o un cenno del capo (simile al movimento del mento dei siciliani per il NO) fa rigare dritto chiunque, dai medici agli infermieri, a noi volontari. Fa, dispone, briga. Se il piccolo urla, piange o parla un po' troppo, basta una sua parola in lingala (che ancora non sono riuscita ad intercettare) ed Emmanuel si ammutolisce come se qualcuno avesse pigiato su audio off.
E' la più forte del gruppo, ha le sue richieste mirate per ciascuno di noi, c'è chi deve spalmarle la crema, chi deve massaggiarla, chi deve aiutarla con l'ossigeno, chi con i capelli, chi deve chiedere bis e ter di cibo alle infermiere. Sì perché la piccola e scheletrica Esther mangia come due uomini adulti insieme. E' capace di spazzolare due primi, due piatti di puré, due secondi, il prosciutto con il panino e alla fine nasconde i biscotti o il pane extra nel suo cassetto dei segreti. Ha i suoi ritmi, non ama che le vengano alterati. Supervisiona tutto mentre tu giochi con gli altri e quando vai da lei per riempirla di coccole, all'inizio fa qualche smorfia da adulta indipendente, poi si lascia andare e le accetta tutte godendosele ad occhi chiusi.

domenica 27 luglio 2008

Ammiratori segreti

Metti che vai al saggio di canto jazz di una tua amica.
Sei insieme ad altre 3 fanciulle e scopri che ti devi cuccare i saggi di tutti prima di ascoltare la performance che ti interessa. Vabbé in fondo la musica classica ti piace molto, puoi reggere.
Ti immedesimi con ogni singolo partecipante principiante, probabilmente alla sua prima esibizione in pubblico. E che esibizione, da brivido...di terrore :-/
Tu però non sai e, certo non puoi immaginare, che nel frattempo c'è qualcuno che ti osserva e ti scruta in ogni tuo singolo movimento.
In quel momento non sai che quel qualcuno passerà presto all'attacco in un modo alquanto sui generis.
Così, dopo esserti emozionata al canto della tua amica, al punto da non esser riuscita a fare neanche una foto decente, vai via a festeggiare del tutto ignara.
Nel mentre il nostro qualcuno si è attivato, chiedendo all'insegnante di canto jazz l'indirizzo e-mail della tua amica. E parte con il primo contatto:

buongiorno [nome tua amica],
sono [nome e cognome], mi ha dato il suo indirizzo l'insegnante di canto [nome cognome].
mercoledì scorso ero al saggio degli allievi [...], ero seduto vicino a lei. alla fine del concerto avrei voluto scambiare due parole con una ragazza che penso fosse con lei, ma poi, alla fine non è stato possibile.

mi piacerebbe poter incontrare questa persona e mi chiedevo se lei potesse aiutarmi.
la ringrazio per la collaborazione.
[iniziali nome cognome]


Già il Lei è inquietante. Due sono le spiegazioni o ci ha preso per delle vecchie bacucche o lui è di un'altra generazione e si rivolge a chiunque in cotal maniera.
Non voglio poi entrare nel merito di come non sia stato possibile parlarti dopo aver guardato tutto il tempo...
La tua amica, incuriosita, decide di stimolare l'avventore chiedendogli, rigorosamente nello stesso stile, a quale delle sue 4 amiche facesse riferimento. Lui non si scompone e continua serio.

buongiorno [nome tua amica],
vorrei fin da subito, da un lato ringraziarla per la disponibilità, dall'altro scusarmi per aver chiesto alla sua
insegnante un suo recapito, ma capisce, non avevo molte altre alternative; spero comunque di non sembrarle troppo insistente... rispetto alla sua descrizione vorrei dirle che la ragazza di cui le ho parlato non ha i capelli ricci; quella ragazza che lei dice essere molto alta, se ricordo bene ha i capelli castano chiaro, ma quasi di colore rosso, e non è lei che intendo.
provo a descriverle la persona che vorrei conoscere: ha i capelli lisci, castani, lunghi sopra le spalle, aveva un vestito di colore chiaro grigio e rosa, degli orecchini con delle perle, degli stivali marroni ed un impermeabile beige; durante la sua esibizione ricordo che si era portata nelle prime file per farle alcune foto...
spero possa aver capito di chi parlo, altrimenti mi chieda di specificare meglio.
comunque, sebbene io non abbia intenzioni particolari nei confronti di questa persona (desidererei solo poterla conoscere, perchè ne sono rimasto colpito)
mi dica pure se dovesse essere già legata sentimentalmente e se secondo lei sarebbe meglio per me non procedere.
grazie davvero per l'aiuto.
[iniziali nome cognome]


Direi che si commenta da sola. Naturalmente la risposta sarà che mi sono sposata e sono in luna di miele o che sto diventando suora. E tra le due è più verosimile la seconda, dal momento che il mio voto di castità sta raggiungendo il record assoluto.
A questo punto, alla categoria dei ragazzi del bar, è necessario aggiungere anche quella degli psicopatici, per i quali ahimé rappresento un ambito bersaglio.
Non mi resta che tornare nella mia cella e meditare.

venerdì 25 luglio 2008

Tati Potter (un po' pulp)

A furia di non dire di no (vd post precedente), ha deciso di farlo il mio corpo di sua iniziativa e in modo abbastanza plateale dissociandosi in toto dalla mia forza di volontà. Dopo ritmi assurdi di turni in radio all'alba e notti in ospedale con i bimbi congolesi, ieri mattina alle 6 ho perso conoscenza per un po' e mi sono ritrovata su una barella con i faccioni degli infermieri che mi chiamavano per nome, mi osservavano e commentavano "eh però" riferendosi allo stato della mia testa. Mentre cercavo di capire cosa fosse successo, passavo dai loro faccioni ai soffitti che scorrevano sullo sfondo, lampade al neon, soffitto metallico dell'ascensore, archi, tetto dell'ambulanza, di nuovo neon e altri faccioni che mi guardavano e mi dicevano "ah però, codice 33".
Ebbene, quando sono svenuta, pare che la mia testolina abbia interpretato (in modo eccellente aggungerei) la parte della pallina del flipper andando a sbattere un po' qua e un po' là prima di finire nel buco. I punti accumulati sono quelli che il chirurgo mi ha messo successivamente.

Dopo aver scelto ago e filo da utilizzare per cucirmi, lo scambio con il medico è stato surreale, ma è stato lui a provocarmi dicendo "Signorina stia ferma che altrimenti le faccio un brutto lavoro e poi non trova marito" ed io "Sì, a questo proposito, mi dica come me li sta facendo: punto croce, punto pieno, o punto erba? No perché preferirei il punto erba, è più chic". Al che, scherzando, ha minacciato di lasciarmi lì con quella stronza dell'infermiera, di quelle che sono lì per sbaglio. Non ho più fiatato, ho chiuso gli occhi e ho immaginato che ci fosse Derek a suturarmi il capo. Del resto ero autorizzata a delirare.

Alla fine me la sono cavata con un piccolo trauma cranico, alcuni bozzi alla Elephant Man e una miriade di punti interni ed esterni sulla fronte (mi sa che sono pieni).
L'effetto finale è una Harry Potter un po' ammaccata e senza occhiali.

Ora, con il fulmine in testa, aspetto solo i poteri magici.

Ndaò

Ndaò Wonda. Otto anni. Parla solo il lingala, capisce qualcosa di francese, adesso anche dell'italiano. A differenza degli altri bimbi, fa parte di una tribù a se stante, quindi all'inizio veniva un po' isolato dagli altri. Riservato, non chiedeva mai, non accettava nulla per discrezione anche se lo desiderava tantissimo. Allo stesso tempo ti scrutava con quegli occhioni splendidi. Si emozionava quando gli davi i baci o lo abbracciavi.
E' uno tosto. Spiritoso, dolcissimo. Ha un suo mondo, quando i primi giorni non poteva muoversi, dopo l'operazione, non dormiva, ma seguiva attentamente i suoi pensieri, in silenzio.
Adesso che ha capito che per noi non ci sono differenze tra lui e gli altri, è spontaneo, è finalmente se stesso.
E' un trascinatore di folle, da quando gli hanno tolto il drenaggio, è sempre allegro, conivolge medici e infermieri che ballano con lui sulle note di musicisti africani. Non ama le fotografie, ma adora tutte le nuove tecnologie. Un piccolo jeek in erba.
Quando vai via ti dice "Lòbì". Domani. Ci sei anche domani, vero? Come dirgli di no.

mercoledì 23 luglio 2008

Emmanuel

Emmanuel, è uno dei sei bimbi congolesi arrivati qui a Milano per subire un intervento al cuore.
E' il più piccolo. Ha 3 anni. Un piccolo uomo: è in grado di fare tutto (dal vestirsi all'assumere medicine di ogni genere), gioca, mangia, osserva, possibilmente con una parte del corpo a contatto con la tua. Ha un bisogno viscerale del contatto fisico. A differenza degli altri non ama i baci, ma ti vuole accanto.
Sorride sempre, tranne quando gli fanno i prelievi del sangue (come dargli torto) e quando gli chiedi come stai? Lui ti risponde con la sua vocina gaia "Ça va bien", anche subito dopo l'intervento al cuore.
Il corso del suo post operatorio è molto delicato, eppure non si scompone. Arrivi, ti sorride, crea il contatto e sta bene così. Tra un giocattolo per bambini della sua età, una specie di drago che si illumina, e un rullo di plastica di scotch finito, naturalmente è attratto dal rullo rosso.
Ieri sera ha preso un muchoir, un fazzolettino di carta e ha asciugato le sue e le mie mani dopo averle bagnate involontariamente con il sapone delle bolle. Poi mi ha chiesto di aiutarlo a cambiarsi. Gli infermieri dicono che neanche gli adulti sono così pronti. E' meraviglioso.

martedì 22 luglio 2008

Stefano Bollani...ma quanto è figo?

E' un portento. Quando suona diventa tutt'uno con la musica e il pianoforte. E' divertente, semplice, non ha quel fare da prima donna, lascia sempre spazio a tutti gli altri musicisti che sono con lui.
Stefano Bollani è meraviglioso e acquista ancor di più dal vivo. E' autoironico e spassoso. L'ho visto davanti a pubblici diversi in situazioni differenti e riesce a coinvolgere sempre tutti, dal jazzista esperto al ragazzetto incuriosito, magari dai ritmi brasiliani. Sì perché questa volta ci ha divertito con i brani del suo ultimo cd Carioca nel quale affronta il repertorio meno conosciuto della musica brasiliana rileggendo autori storici dello choro e del samba, come Pixinginuha, Edu Lobo, Ismael Silva, Nelson Cavaquinho, Chico Buarque.

Con lui ti scatta quel fanatismo adolescianziale alla "Sposerò Simon Le Bon", saresti disposta a tutto in cambio di una sua attenzione :)
L'acquazzone che è venuto giù, intossicandoci gli ultimi 15 minuti di bis, è stato quasi proverbiale per scemare i bollenti spiriti. Fradici e appagati siamo tornati a casa, rinunciando a qualsiasi assalto.

Stefano Bollani - 21 luglio '08 - Arena Civica Milano

sabato 19 luglio 2008

Bradipi a colazione

Ho scoperto di piacere molto alla categoria dei giovani baristi.
Cambio luogo di lavoro, cambio bar. Adoro regalarmi ogni tanto qualche minuto per godermi una colazione con cornetto e cappuccino alla faccia di tutti i consigli di dietologi e salutisti.
E ogni volta spunta un barista particolarmente gentile che mi chiama per nome e ricorda a memoria tutte le mie preferenze (cacao sul cappuccio, ripieno del cornetto ecc), c'è stato anche chi mi ha fatto proposte di matrimonio.
Quello che mi chiedo è come sia possibile, dal momento che la mattina pare abbia l'aria di odiare tutto e tutti? Mi trascino esattamente come il Bradipo di una pubblicità di un po' di tempo fa, non spiccico parola neanche per ordinare.
Mi vesto con abbigliamenti coprenti che mi danno quella linea inconfondibile da sacco di patate unisex, in netta controtendenza rispetto alle colleghe che si presentano in tacchi, truccate e senza reggiseno.
Quale sarà la chiave, non saprei. Fatto sta che è bello avere qualcuno che ti vizia a prima mattina. Certo, se ci fosse Jude Law con una bella torta ai mirtilli sarebbe tutta un'altra storia :-)

giovedì 17 luglio 2008

Slogan di fumo e interessi personali

Ci risiamo.
"Stavolta non mi ferma nessuno. Voglio cambiare la giustizia dalle fondamenta" è uno degli ultimi interventi di Silvio Berlusconi (Repubblica, 16 luglio).
Mi domando e dico, ha forse dimenticato che un capo di governo dovrebbe essere portavoce NON di se stesso, ma di una maggioranza eletta democraticamente?
La priorità per lui è l'immunità parlamentare, peccato che per la Lega la voce Giustizia è del tutto secondaria, lo stesso Calderoli sostiene che la riforma della giustizia non è una priorità e, in ogni caso, non va fatta CONTRO qualcuno, ma dialogando con i magistrati. E intanto Berlusconi aggiunge "Basta con questi pm protagonisti, i loro nomi devono scomparire dai giornali. Bisogna vietare che siano citati", senza nessun rispetto né per la giustizia né per l'informazione. Dove sono andati a finire il confronto con le istituzioni, il dialogo con l'opposizione, le scelte ponderate e analizzate con tutte le forze della propria coalizione per il bene del Paese?
Dichiara che a Napoli "la scommessa è vinta", dopo che hanno sì ripulito il centro della città, ma hanno dimenticato 10.000 tonnellate di spazzatura nei comuni limitrofi Ponticelli, San Giuseppe Vesuviano, Somma ecc e 40.000 tonnellate nei siti provvisori di stoccaggio dove sono ferme le giacenze di mesi. Mi ricorda un po' Pulcinella che quando scopa nasconde la polvere sotto i tappeti.
Promette nel suo programma politico maggiore sicurezza e nella finanziaria prevede tagli alle Forze dell'ordine che stanno manifestando a Roma.
A questo punto mi chiedo con terrore per quanto i suoi slogan avranno peso, per quanto saranno efficaci se rapportati ai fatti. Gli italiani fino a quando se li vorranno bere?

martedì 15 luglio 2008

Le menzogne del marketing editoriale

Ho finito di leggere un libro che sta avendo un grande successo, non che questo di solito mi smuova, tutt'altro. Ma il libercolo, "Firmino. Avventure di un parassita metropolitano" di Sam Savage, Einaudi, oltre a recensioni di quotidiani e settimanali informativi più o meno seri, ha in quarta di copertina commenti positivi di scrittori come Domenico Starnone o Ammaniti. Ora, due sono le alternative: o non l'hanno proprio letto o hanno totalmente perso il cervello e il gusto.
Il testo è di una banalità disarmante, ripetitivo e piatto, le metafore sono squallide, lo stile cambia in più punti ed è davvero incredibile se si pensa che si tratta di sole 179 pagine. Sembra quasi che l'autore l'abbia scritto di getto senza mai rileggerlo. Mentre andavo avanti, alla ricerca disperata di quale potesse essere il pregio, mi sono perfino chiesta se non fosse stato un problema di traduzione. LIBRO PESSIMO.
Invece, grazie a Tranchida Editore e soprattutto alla mia libreria di fiducia, mi è capitato tra le mani un autore totalmente sconosciuto: Robert Kelly, un visionario, romantico, uno scrittore-poeta. Il libro è Maestro di Silenzi. Non tutti i racconti sono capolavori, ma più o meno in tutti ci sono dei passaggi poetici, onirici, evocativi che mi rimarranno impressi a lungo (nonostante la mia pessima memoria).

"Dovunque si viva, bisogna scovare la giungla locale ed esserci. Si può essere liberi solo quando si scopre la giungla e ci si siede, ci si affonda, ci si perde, naufragando tra gli alberi."

"Un giorno o l'altro plasmerò una cosa bellissima come piace a me, tingerò di buio la luce o assaggerò il luccicare delle cose, gusterò la polpa del colore e conoscerò il mio frutto azzurro nel mondo".
Quanto lo amo!

lunedì 14 luglio 2008

I geek nel periodo dei saldi

In questi giorni di saldi, sento e leggo amiche e conoscenti colpite da attacchi di acquisto compulsivo di scarpe, borse, abbigliamento, creme e accessori di ogni genere. Io no, sono stata brava. Non le ho accompagnate e non sono andata in giro per negozi proprio per evitare di far danni. In fondo mi conosco da 35 anni e so come funziono. ILLUSA!
Questa mattina l'acquisto compulsivo ha colpito anche me. Sono entrata in un meganegozio di elettronica e ho dato fondo al fondo, arraffando dagli scaffali...no, non ferri da stiro o forni a microonde, ma diverse periferiche per il mio mac. Il commesso, un ragazzetto ignorante, mi guardava esterrefatto. E lui non sa che, se fosse stato un minimo preparato e mi avesse curato, avrei preso altri fantastici aggeggi tecnologici.
In realtà, ancora più dell'acquisto in sé, adoro i momenti successivi, quelli della corsa a casa e dello spacchettamento, del lancio di carte, plastiche, scatole e manuali di istruzione e del montaggio a intuito. Quel profumo inconfondibile degli oggetti tecnologici nuovi, lucidi, senza un graffio, dei cavi e degli spinotti intonsi. Quel senso di appagamento dato dai cling dell'avvio e del funzionamento effettivo.
Insomma invitatemi pure a cena, ma non portatemi in un negozio di elettronica :-)

domenica 13 luglio 2008

Basta veramente poco

Oggi, domenica, le strade sono più deserte delle mattine invernali alle 6. Mentre ti godi il percorso totalmente libero che ti permette di osservare insoliti scorci della città, immagini gli incivili delle strade, dislocati, ammassati uno sull'altro sulle spiagge italiane, mentre parlano di calciomercato, moto gp e cronaca nera.
C'è un silenzio surreale che ti concede il recupero di nuovi spazi, si sente il canto di qualche uccello, il frigolare delle foglie mosse dal vento dei due alberi che hai davanti a casa, l'acqua che bolle per la pasta.
Scribacchi, ti rilassi, alzi gli occhi e improvvisamente ti accorgi che le tue piante stanno fiorendo. Piccoli boccioli inaspettati dopo un lunghissimo inverno fuori e dentro di te. Vuol dire che il tuo influsso negativo sta scemando? Significa che il tuo pollice è tornato ad essere verde come un tempo? Si sta aprendo un piccolo spiraglio di leggerezza, colore, profumo?

venerdì 11 luglio 2008

Hiroaki Umeda - Going to a Condition

LO spettacolo di danza più affascinante che io abbia mai visto.
Tutto molto essenziale: un unico danzatore in uno spazio vuoto, pochissime luci che ne definiscono i movimenti, sobrie la musica e le immagini di solo accompagnamento. Sì, perché la danza di Hiroaki Umeda è potente, ti colpisce al punto da viverne ogni singolo passaggio, esperisci con lui, attraverso di lui, la condizione umana, la difficoltà del vivere, fino ad arrivare ad una sorta di nirvana, di pace interiore, fluida senza stridori, senza sofferenze, senza contrasti. Quando termina la performance, ti senti come se ti fossi risvegliato da un lungo sogno del quale non ricordi la storia, ma le sensazioni restano in te ancora vivide, intense, sconvolgenti.
Non ho mai provato nulla di simile per la danza, a maggior ragione per quella contemporanea, che non comprendo mai appieno, ma questa volta i movimenti di Hiroaki Umeda sono andati aldilà di qualsiasi performance artistica o presunta tale.



Hiroaki Umeda
While Going to a Condition e Accumulated Layout - Mercat de les Flors
Grec '08 Festival de Barcelona

giovedì 10 luglio 2008

Il gioco dei perché

Ho deciso di prendermi qualche giorno di ferie andando a Barcellona a farmi coccolare dal mio migliore amico. Nel momento in cui sono salita sull'aereo ho spedito in vacanza anche gli ultimi due neuroni, già proiettati al mare con una bella birra ghiacciata in mano. Così, sulla scia di questo momento di regressione, è venuto fuori l'insaziabile gioco dei perché.
Spiagge
Perché a Barcellona puoi andare dove vuoi, sceglierti l'angolo che preferisci senza problemi e GRATIS senza dover subire la mafia degli stabilimenti come in Italia?
Perché puoi svestirti come e quanto vuoi senza che nessuno ti giudichi, commenti o ti salti addosso?
Perché non trovi mai cicche di sigaretta, vetri e quant'altro sulla sabbia nonostante la folla che frequenta la spiaggia PUBBLICA tutti i giorni?
Trasporti
Perché il treno che collega il centro città di Barcellona con l'Aeroporto costa 2,60 euro e il nostro treno Malpensa - Milano Cadorna, 11 euro?
Perché a Barcellona c'è il Bicing che ti permette di prendere una bici del Comune e riportarla in un'altra base della città con un abbonamento annuale di 24 euro e a Milano non ci sono neanche le piste ciclabili?
Perché in taxi la cifra media che ti chiedono di notte è di circa 5/6 euro e non 18/20 euro come a Milano? Usano forse un carburante diverso?
Cibo
Perché le birre nei locali costano dai 50 centesimi ai 3,50 euro e non 6/8 euro come qui?
Perché in media mangi molto meglio e paghi la metà di Milano?
Perché i piccoli supermercati restano aperti sino a mezzanotte inoltrata?
e sopratutto...
Perché loro hanno Zapatero e noi Berlusconi? :'(

giovedì 3 luglio 2008

Poldo ed io

Pare che il mio scooter, Poldo, stia per tirare le cuoia.
Dopo quasi 6 anni vissuti in simbiosi, è come se dovessi sostituire un pezzo di me.
Era già usato quando l'ho acquistato nel 2003, ma dopo pochi giorni si è rotto il tachimetro, come se avesse deciso di nascondersi l'età. Poi è stata la volta del carburatore, un trapianto d'urgenza, poi le gomme, erano talmente lisce da non poter piegare neanche di 5°. Eppure mi ha portato ovunque con ogni condizione atmosferica, su qualsiasi pavimentazione stradale. Ha resistito perfino con lo sterzo non troppo allineato, dopo un incidente fatto sui binari del tram + pavé sotto la grandine.
Ha retto il peso di amici e compagni anche panciuti, ha assorbito le mie lacrime dei momenti più duri, sopportato i miei esercizi di dizione, le mie sbronze, i miei insulti pesanti all'inciviltà degli automobilisti, ha raccolto con spirito le derisioni dei colleghi con scooter molto più fighi e recenti.
All'inizio lo avevo un po' snobbato, erano anni che mi muovevo solo in bici, adesso ne conosco ogni singolo difetto, ogni lamento, ogni peculiarità: quel suono a trombetta della marmitta, un po' come la mia voce nei toni più alti, quella linea un po' tarchiatella che mi permetteva di arrivare con i piedi per terra, il colore sobrio ed elegante, le ruote piccole e cicciotte. No, non ce la faccio a sostituirlo.

martedì 1 luglio 2008

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari

Dopo la reazione di Famiglia Cristiana su "l'indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom" del Ministro Maroni (Corriere, 30 giugno 2008), la risoluzione del Parlamento europeo su una strategia europea per i rom. Dopo i continui attacchi di Berlusconi ai magistrati e i passati commenti del Ministro delle Pari Oppotunità sugli omosessuali, mi viene in mente questa poesia (anche se un po' inflazionata ed erroneamente attribuita a Bertolt Brecht).

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

Martin Niemöller

Non c'è altro da aggiungere.

lunedì 30 giugno 2008

Sex&theSea

Domenica, ore 7.30 del mattino. Partenza per le Cinque Terre con due amiche.
Il programma è raggiungere il prima possibile il mare e diventare uno dei tanti sassetti del lido ligure. La meta è scelta ad hoc: è un posto sconosciuto ai più, dove non c'è spazio fisico per parcheggiare eventuali SUV o auto quadrifamiliari monovolume. Per arrivare alla spiaggia è necessario uno scarpinetto panoramico che dissuade famigliole moleste, giovani giocatori di pallone, palline, pallette, bellocci in cerca di acchiappanze e amanti di mobilio e accessori da spiaggia come ombrelloni, sedie, lettini, canotti e oggetti gonfiabili di vario genere. Insomma solitamente si trovano solo gli amanti del sole, del mare e della natura, senza "protesi" di nessun tipo. Il cellulare naturalmente NON prende.
Così munite di acqua, frutta, rapanelli, libri, quotidiano e olio solare, diamo fondo a tutte le nostre storie, arretrate o nuove di zecca, di uomini, amici e progetti più o meno seri. Un incontro in stile Sex&theCity, ambientato in spiaggia, che ha allietato anche i vicini di asciugamano, a metà tra l'indifferente e il "voglio sapere come va a finire sta' storia", cercavano di celare dietro le parole crociate, il loro interesse fatto di sorrisi, espressioni esterrefatte o di biasimo.
Un rendez vous tutto al femminile di aggiornamento su fatti, idee, sentimenti, emozioni e sensazioni semplice, senza veli.
A parte le camminate da fachiro sui sassi neri e roventi per raggiungere il mare e il fatto che io sia stata l'unica delle tre a non abbronzarmi, come è ormai consuetudine, è stata una giornata splendida...alla faccia di tutti coloro che ci avevano pronosticato il brutto tempo e il traffico intenso.

giovedì 26 giugno 2008

Africa, crisi umanitarie e disinformazione

Di recente è stato pubblicato un nuovo rapporto The Failed States Index 2008 stilato da US magazine, Foreign Policy e Fund for Peace, che fa una classifica dei Paesi più instabili dal punto di vista della sicurezza.
L'analisi fa riferimento a 12 indicatori: sociali, economici, politici e militari in base ai quali ordina 177 Stati in base alla loro vulnerabilità, ai violenti conflitti interni e al livello di deterioramento della società civile locale.

Ebbene, 7 dei primi 10 Stati della lista, appartengono all'Africa sub-sahariana, come mai in Italia non se ne fa mai menzione?
Come mai qualche volta si dà spazio all'Iran, all'Iraq, ad Israele o all'Afghanistan, al Libano e MAI ai Paesi africani?
Dipende dal numero dei nostri soldati presenti in loco?
Dipende da quanto sia ampio il nostro coinvolgimento militare in quanto membri della NATO? Sulla base di quali principi si decide di fare informazione su alcuni Paesi e non su altri?
Nella Top Ten ci sono la Somalia (1° posto) della quale abbiamo sentito parlare quando sono stati sequestrati due volontari italiani (vd Repubblica 22 maggio 2008) , la Repubblica Democratica del Congo (6° posto) citata quando è precipitato un aereo dove sono sopravvissuti due nostri connazionali (vd Repubblica 15 aprile 2008), eppure in RDC gli aerei cadono spesso, c'è la guerra, l'estate scorsa c'e' stato un nuovo focolaio di Ebola eppure nessuno ne parla qui in Italia. In RDC le più grandi organizzazioni internazionali, dalle Nazioni Unite alla Croce Rossa Internazionale, a Medici senza Frontiere, hanno dislocato tra le forze più ingenti (dal punto di vista economico e umano) e non c'è notizia. Insisto in particolare sulla RDC perché ci ho vissuto e lavorato e ho potuto vedere con i miei occhi e mi continuo a chiedere: PERCHE' queste discriminazioni dell'informazione? La violazione dei diritti umani, la guerra, la fame, la malattia di alcuni Paesi sono meno degni di nota di altri?
Per fortuna non sono l'unica a chiedermelo, lo scorso inverno Medici Senza Frontiere aveva fatto un appello ai media italiani chiedendo di parlare meno di soubrette e più di crisi umanitarie, a quanto pare, però, non hanno avuto grande riscontro. Qui c'è il loro report sulle "crisi dimenticate dai media".

mercoledì 25 giugno 2008

Berlusconi versus Montesquieu

Invitato e accolto con applausi all'assemblea annuale di Confesercenti, Silvio Berlusconi viene fischiato quando inizia ad attaccare la magistratura politicizzata definendola "metastasi della democrazia".
Per Berlusconi la democrazia è a rischio e il Paese è "in libertà vigilata".
Beh certo, se la giustizia viene minacciata dalla politica, i processi vengono sospesi e si ricorre alla forza (anche dell'esercito) contro le minoranze, è certo che la democrazia sia a rischio.



Come Montesquieu ci insegna la divisione del potere sovrano tra più soggetti è fondamentale per prevenire abusi. La separazione dei poteri è uno dei principi fondamentali dello stato di diritto. La nostra stessa Costituzione, spesso ignorata, recita:
Art. 101.
La giustizia è amministrata in nome del popolo.
I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
Art. 104.
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.

E' gravissimo che un Capo di Governo attacchi il lavoro della Magistratura.
In più se Berlusconi ha la coscienza pulita perché teme di sottoporsi alla legge? A differenza dei semplici cittadini può anche contare su validi avvocati difensori? Cosa ha da temere?

martedì 24 giugno 2008

Crisi in Zimbabwe

A differenza della stampa italiana, i principali quotidiani nel mondo questa mattina avevano in prima pagina la notizia che per la prima volta il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è pronunciato all'unanimità sulla crisi in Zimbabwe dove, il capo dell'opposizione Morgan Tsvangirai, sebbene avesse passato il primo turno delle elezioni presidenziali dello scorso 29 marzo, ha rinunciato ad affrontare, nel seconto turno, il presidente uscente Robert Mugabe.
Per giustificare il ritiro della sua candidatura (che avrebbe dovuto implicare l'annullamento ufficiale dello scrutinio in programma per venerdì prossimo 27 giugno), Tsvangirai ha fatto riferimento all' "orgia di violenza" imputabile al partito dell'attuale capo dello Stato, la ZANU-PF (Union nationale africaine du Zimbabwe-Front patriotique) che con il proprio esercito ha minacciato, torturato, ucciso, allontanato, atterrito porta a porta gli elettori.
Questo è quanto il capo dell'MDC (Mouvement pour un changement démocratique) ha dichiarato ai microfoni della radio 1 Olandese: "Smettiamo di partecipare a quella che è una parodia del processo elettorale, violenta e illegitima...Non possiamo domandare agli elettori di rischiare la loro vita andando a votare il 27 giugno".

Il ritiro di Tsvangirai è un gesto estremo, un appello non solo alla comunità internazionale con, in primis il Consiglio di Sicurezza, ma anche e soprattutto alla Comunità dello Sviluppo dell'Africa Australe (SADC Communauté de développement de l'Afrique australe) a Paesi come il Sud Africa, lo Zambia, la Tanzania e il Botswana che dovrebbero intervenire per garantire le libere elezioni in un Paese che è ormai al tracollo economico. La moneta locale non vale più nulla (il rapporto di cambio con 1 dollaro è pari a 6 miliardi di dollari dello zimbabwe), l'inflazione è ai massimi storici, i negozi sono vuoti e la disoccupazione colpisce più o meno 4 persone su 5.

Lunedì il Consiglio di Sicurezza ha dichiarato che "la campagna di violenza e di restrizioni imposte all'opposizione hanno reso impossibile lo svolgimento di elezioni libere ed eque il 27 giugno" e ha condannato esplicitamente "il comportamento del governo che ha negato ai suoi avversari politici il diritto di svolgere una campagna politica libera". Il tono della dichiarazione è molto duro, anche se un gruppo di Paesi come la Russia, la Cina, il Vietnam, la Libia e l'Indonesia ritiene che si tratta di una crisi interna che non dovrebbe essere dibattuta all'interno del Consiglio e che ha migliori chance di essere gestita attraverso un approccio strettamente africano e regionale.
Aldilà delle motivazioni che sono alla base di questo approccio che implicherebbe l'annosa, interminabile discussione sul reale ruolo delle Nazioni Unite nelle crisi internazionali ed interne, questa potrebbe essere un'ottima occasione per il SADC e il sud Africa di intervenire e gestire un problema regionale africano senza l'intervento (o ingerenza) sempre un po' sospetto della comunità internazionale sulla quale c'è spesso giustamente molta diffidenza.
La strategia di mediazione del presidente sudafricano Thabo Mbeki, svolta sino ad ora, aveva sottovalutato la potenza e la violenza del presidente Mugabe, sarebbe ora che intervenisse realmente.
Intanto però i rappresentanti dell'attuale governo dello Zimbabwe hanno ribadito che le elezioni avranno luogo ugualmente il 27 giugno (vd Jeune Afrique). Ciò significa che il popolo dello Zimbabwe deve subire il governo illegittimo di Mugabe, al potere dal 1980.
Quello che noi, nel nostro piccolo possiamo fare è firmare una petizione qui per fare sentire la nostra voce-contro, contro la violazione dei diritti umani, i sopprusi, la corruzione di politici e militari, perché anche in Africa si possano svolgere elezioni libere, possano governare rappresentanti voluti dai propri cittadini senza nessuna ingerenza esterna, come dovrebbe essere in ogni democrazia che si rispetti.
Qui gli ultimi aggiornamenti dalla BBC con un'intervista telefonica a Tsvangirai dopo la dichiarazione delle NU.


lunedì 23 giugno 2008

Attimi di serenità

Che bello è svegliarsi al mattino e non dover temere di uscire dal letto per tremare di freddo?
Andare in scooter quando la città è assopita, mentre il sole sta sorgendo e ci sono i primi riflessi sulle finestre dei palazzi. Senti gli uccelli che cantano con il sospetto che ci sia un riproduttore da qualche parte perché in realtà non ne vedi neanche uno.

C'e' qualche edicola aperta e l'odore del pane che arriva da alcuni forni lungo il percorso.

Con quel profumo di estate, che sa di fine scuola, di vacanze, di piedi nudi e di luce, tanta luce.

Stai andando a lavorare, è vero, ma sai anche che alle 14 sei fuori e ti puoi godere tutta la giornata fino all'ultimo minuto. Puoi andare in piscina, al parco sotto un albero a leggere, puoi chiamare gli amici che non senti da un po'. Isolarti con l'ipod o lavorare alle foto del servizio che i tuoi amici del teatro ti hanno commissionato lo scorso weekend.

I quotidiani non sono ancora arrivati, hai ancora un po' di tempo per non intossicarti con il decreto sulla sicurezza, la sospensione dei processi ecc., i commenti di Ghedini & Co.

Il tuo oroscopo di oggi ti dice anche che è un momento di grande soddisfazione emotiva e di stabilità affettiva e tu fai finta di crederci almeno al primo punto.

sabato 21 giugno 2008

Et voilà les Nouvelle Vague

Un invito improvvisato, un'organizzazione dell'ultimo minuto e voilà mi ritrovo con amici/ex-colleghi e amici degli amici, diretta al concerto dei Nouvelle Vague nella splendida (o dovrei dire romantica?) Villa Arconati.

Dopo aver vagato per le vie suburbane della periferia nord occidentale di Milano, siamo riusciti ad arrivare a destinazione giusto in tempo per l'inizio del concerto.
In realtà più che un concerto si è trattato di uno spettacolo musicale: le chanteuses, soprattutto Camille, si sono prodigate in danze simil-tarantate super sexy al punto che nell'aria non si percepivano le classiche fiammelle di accendino o le parole delle canzoni, ma gli ormoni impazziti dei maschietti accaldati. Aldilà del concerto (forse avrei preferito non vederli dal vivo), è stato molto divertente vedere le reazioni del pubblico, in particolare di quello maschile. Applausi chiaramente diretti alle performance danzanti e non alla musica, visi attoniti dello staff in prima linea composto da vigili del fuoco, buttafuori e fotografi che si sistemavano i capelli alla fine di ogni canzone, fidanzatini che cercavano di rimanere indifferenti per non urtare la suscettibilità delle loro compagne (mi auguro che siano riusciti a sfogarsi dopo, poverini). Insomma un vero e proprio tripudio di ormoni impazziti, di commenti e di fantasie pensate e non. Sono sicura che se avessi chiesto all'uscita i titoli del repertorio appena cantato, nessuno sarebbe stato in grado di rispondere correttamente.
Il concerto è durato molto poco, per cui molti hanno cercato di raffreddare le scalmane con una bella birretta ghiacciata nel contesto molto suggestivo della villa illuminata ad arte. Peccato che ci abbiano cacciato dopo poco.

venerdì 20 giugno 2008

Netiquette o galateo, insomma quando la classe non è acqua

Metti che decidi di iscriverti al nuovo appuntamento tecno-femminil-markettaro milanese. Fino a questo momento avevi istintivamente deciso di starne alla larga un po' perché in genere non ami le "discriminazioni" (preferisci gli ambienti misti), un po' perché sei allergica a quegli eventi di "moda" milanesi ai quali bisogna-assolutamente-esserci.
Questa volta, però, decidi di registrarti seguendo il consiglio saggio di un amico che ti dice che non bisogna mai generalizzare e che in questo evento si trova anche qualcuno che ne capisce sul serio di nuove tecnologie e ne è sinceramente appassionato, a prescindere dalle mode del momento. In fondo, ti dici, potrai constatare con i tuoi occhi come sarà e se i tuoi sono solo pregiudizi.
Dopo una settimana dall'iscrizione ti arriva una mail:
"Milano, [nome location] - Inizio ore 19.00 (chiusura ingresso ore 20.30)"
Già sei tagliato fuori perché finisci di lavorare alle 21.30.
"Eh, lo sappiamo, la vita è dura quando non si può più venire alla [nome evento tech-femminile markettaro]!"
Mhmmm in realtà ti sembra di essere sopravvissuta sino ad ora, ma vabbé, dopo aver lavorato tanti anni nel settore, sei anche curiosa di vedere come gestiscono la comunicazione con gli utenti.
"Se non puoi più venire hai tempo fino alle 18 oggi per dircelo. (due giorni prima dall'evento ndr)
Se non ce lo dici per tempo il tuo destino sarà nero, come la nostra black list!"
Se c' è una cosa che proprio non sopporti sono gli ultimatum. Così decidi di disiscriverti spiegando le due ragioni per le quali non potrai esserci: orario di chiusura ingresso e ultimatum.
Questa è la loro risposta:
"Grazie mille per averci avvisato! [...]
Capisco che non ti piacciono gli ultimatum: ma di solito non si presenta il 20-30 % delle persone in lista, e noi al locale garantiamo un certo numero, o meglio paghiamo per un certo numero.
Ok che per voi è gratis, ma per noi no ;-)"

Da questo messaggio tu capisci
1. danno più importanza alla quantità che alla tipologia delle persone. Nella tua registrazione è scritto che lavori in un'agenzia giornalistica che, in un evento markettaro, fino a prova contraria, ti risulta essere uno dei settori più utili e ricercati.
2. dicono di pagare per un certo numero, in realtà più che pagare, guadagnano per un certo numero, dallo sponsor del momento. Sponsor che questa volta è anche grosso ed essendo stato per anni un tuo cliente, sai anche che paga molto bene.
3. l'emoticon che ti strizza l'occhio non giustifica affatto il cattivo gusto di parlare di soldi facendoti sentire un numero, un pollo da spennare, che se arriva con un'ora di ritardo dalla chiusura dell'ingresso, forse rimane troppo poco tempo per essere evangelizzato.
"Buona giornata, e speriamo di averti con noi al prossimo appuntamento."
Non credi che ci riproverai, in fondo la tua esperienza è stata peggiore di ogni aspettativa.

Le amiche geek (per fortuna anche gli amici geek) le conosci già tramite le nuove tecnologie e non solo, le puoi incontrare in situazioni meno finte e/o manipolate e certamente nessuno ti rinfaccerà quanto ha speso per averti invitato.
PS Continui a ricevere aggiornamenti sull'evento, immagini che non ti abbiano ancora disiscritto. A questo punto ti chiedi se hanno avuto un problema tecnico o ci hanno ripensato dopo che gli hai fatto presente il tuo disappunto.

giovedì 19 giugno 2008

Radiohead 18 giugno - il bis

In realtà non è stato un vero e proprio bis, ma un altro concerto in un altra città.
A cominciare dal tempo e dalla luce. C'era il sole ed è diventato buio verso le 22. La scenografia ha iniziato a rendere solo a metà concerto. Per terra non c'era il pantano di ieri. Eravamo tutti in maglietta senza kway, pullover e buste impermeabili. C'erano fanciulle con i sandaletti o con i tacchi. Bah.
Il concerto è stato meno malinconico, dal palco arrivava molta più energia. Sebbene gli attacchi fossero meno immediati (passava qualche secondo in più prima di sentire un nuovo pezzo), si sono dati più spazio per le variazioni sul tema, davvero incredibili.
Andare due volte allo stesso concerto è stato come vedere due tempi di un film, nulla di ripetitivo o già ascoltato. A parte In Rainbows, hanno suonato pezzi diversi dei vecchi album.
Personalmente ho preferito il primo concerto, più malinconico, è vero, ma del resto, hanno suonato i brani che preferisco. Anche se sono sicura che nel secondo concerto, apparentemente meno confezionato, loro, i Radiohead, si siano divertiti molto di più.
L'unica similitudine è stato il mix di luci colorate che indicava la fine reale del concerto, l'attimo prima che accendono i fari dell'Arena per comunicarti che è ora di sloggiare. In quel momento il primo giorno ci siamo detti, ok torniamo domani, ma il secondo era finito finito.
Alla fine hanno ringraziato il pubblico di young of Italy, ma mi rendo conto che più che young mi sento una teen con la loro musica nelle orecchie da giorni. [sospiro amoroso]

PS Le foto del concerto
PPS C'erano molti ragazzi con le magliette dei Radiohead dei vecchi concerti. Non essendo un habitué dei concerti mi domando: perché si indossano durante il concerto? Per comunicare la propria indiscussa fedeltà?

mercoledì 18 giugno 2008

Arcobaleni all'Arena - Radiohead 17 giugno

Sono ancora emozionata e non è facile scriverne così a caldo.
Concerto dei Radiohead all'Arena di Milano, 17 giugno h.21.
Una magia inaugurata con la fine immediata dell'acquazzone nel momento in cui le note di 15 Step ci hanno raggiunto con un'acustica quasi perfetta. Tre minuti per ogni pezzo, due ore di concerto. Tutto In Rainbows, You And Whose Army?, The National Anthem, My Iron Lung, The Bends, Airbag, Fake Plastic Tree, Karma Police e altri ancora. Che altro desiderare?
Il palco, i video, la scenografia spettacolari, forse il concerto più bello dei Radiohead (rispetto a quelli di Bergamo e di Verona). Pelle d'oca praticamente fissa, mille emozioni, per come hanno "reinterpretato" alcuni brani, per il taglio dei video e per la compagnia insostituibile.
Qui ci sono alcuni video girati...ehm...con un cellulare. Grazie Ale.
L'Arena era piena nonostante grufolassimo in un unico pantano ed io non ne sarei più uscita.
Mi sa che mi prostituirò per tornare questa sera. C'è qualcuno che ha un paio di biglietti da vendermi?

PS Grazie Matte per il biglietto. :-*

martedì 17 giugno 2008

Meditazione sotto la pioggia


La pioggia ha baciato il giardino provinciale
con profonde cadenze sulle foglie.
L'aroma sereno della terra bagnata
inonda il cuore di tristezza remota.

Si lacerano nubi grigie nel muto orizzonte.
Sull'acqua addormentata della fonte, le gocce
cadono sollevando chiare perle di spuma.
Fuochi fatui che spegne il tremolio delle onde.

La pena della sera raggela la mia pena.
Il giardino si è riempito di monotona tenerezza.
Devo perdere tutta la mia sofferenza. Mio Dio,
come si perde il dolce suono delle fronde?

Tutta l'eco di stelle che c'è nella mia anima
mi aiuterà a lottare con la mia forma?
E l'anima vera si sveglia nella morte?
E ciò che ora pensiamo lo inghiottirà l'ombra?

O com'è tranquillo il giardino sotto la pioggia!
Il mio cuore è trasformato dal casto paesaggio,
in un rumore di idee umili e tristi
che dà nel mio petto un battito di colombe.

Nasce il sole. Il giardino sanguina giallo.
C'è intorno una pena che soffoca,
sento la nostalgia della mia infanzia inquieta,
il desiderio d'essere grande in amore, le ore
passate come questa a contemplare la pioggia
con tristezza.

Capuccetto rosso andava per il sentiero...
Addio mie favole, oggi medito, confuso,
davanti alla fonte torbida che dall'amore mi nasce.

Dovrò perdere tutte le mie sofferenze, mio Dio,
come si perde il dolce rumore delle fronde?
Riprende a piovere. Il vento riporta le ombre.

di Federico García Lorca

La sento in ogni singolo verso, in ogni singola parola.
In questi giorni uggiosi e crepuscolari mi sento come una foglia appesantita dall'acqua, dall'umidità, dal buio che resta invariato con lo scorrere delle ore.
Dal momento che funziono a pannelli solari la mia energia è esaurita e ha bisogno di un refill d'urgenza. :'(