lunedì 1 febbraio 2010

Hammam della Rosa


Finalmente decido di approfittare del super regalo del mio miglior amico: un percorso in una SPA. Scelgo tra la alternative milanesi il famoso Hammam della Rosa, tanto decantato e amato dalle amiche.
Entusiasta all'idea di poter trascorrere un pomeriggio domenicale a farmi coccolare, passeggio godendomi il sole e il blocco al traffico.
Il percorso consta di un tepidarium, un calidarium, l'insaponata, il frigidarium e la sala relax. Il tepidarium ha una fontanella, del tè e dei biscottini, del finto fango da spalmarti addosso. C'est tout. Il bagno turco è microscopico e non puoi fare a meno di ascoltare i commenti delle altre. A stento ci si sta seduti.
Le donne che dovrebbero guidarti e coccolarti sono acide e sbrigative. Il tutto si chiude con una pausa nella sala relax che sembra la sala di un'estetista con un paio di chaise longue in vimini. I prodotti che utilizzano per lavarti sono veramente scadenti. I capelli sono decisamente più stopposi all'uscita.
Certo non posso fare confronti con il vero bagno turco che mi sono goduta a Istanbul, dove donnoni giganti ti calpestano, ti pigiano, ti strofinano fino a ribaltarti come un calzino, ma mi sono trovata meglio nell'angolo benessere di una quasiasi palestra milanese.
Dall'Hammam, infatti, non sono uscita con quella sensazione di piacevole mollezza e stordimento, le gote rosse e la pelle liscia come un bimbo. a pensarci bene, esco più rilassata dopo una seduta di ceretta dall'estetista .
Che delusione! :(

giovedì 28 gennaio 2010

Mors tua vita mea


Ingenua, continuo a scontrarmi con una realtà che non mi va giù.
Nel mondo del lavoro sono molto più importanti le pubbliche relazioni che le competenze e il fatto che tu sia concentrato a risolvere problemi e a far sì che le cose escano e funzionino.
Così, mentre sei lì a scrivere specifiche, passarle, tradurle, disegnarle e farle "assorbire" a tutti, gli altri chiacchierano, scherzano, colgono l'occasione per pararsi il culo che non si sa mai che qualche czta può sempre scappare, a maggior ragione se ne fai tante.
Non solo, ma la cosa che in questi giorni mi sta lasciando basita, è che nelle guerre politiche chi la vince è il paraculo. Non importa se non è in grado di svolgere il proprio lavoro, tanto è circondato da persone che lavorano per lui perché vogliono che il progetto si realizzi. Non importa se queste stesse persone l'hanno salvato più volte lavorando sino a sera, mentre lui è a casa o in vacanza o a crogiolarsi in un ruolo che non è il suo, alla fine è lui quello che vince. E come ci riesce? Dicendo che non è supportato proprio da quelle persone che hanno cercato in tutti i modi di guidarlo, coprirlo, appoggiarlo. Tanto quelle persone sono gerarchicamente meno importanti. Mors tua vita mea. Semper.

lunedì 4 gennaio 2010

Dolce far niente


Dopo il Natale in famiglia, tour de force di cibo e sentimenti e una settimana di lavoro, arrivano le vere, agognate vacanze.
Il 31 abbiamo preso in affitto un'auto, un'improponibile coupé Peugeot, riempito una valigia di cibo e una di DVD + libri/riviste e siamo partiti, direzione campagna padana.
Avvolti nella nebbia, nel calduccio della casa in legno e pietra, abbiamo appeso le scarpe al chiodo e ricaricato le pile a suon di vongole e gamberoni, panettone, struffoli e champagne, con immersione nel cinema d'essay da Madame Butterfly di Cronenberg, 8 e 1/2 di Fellini a Manhattan di Allen con intermezzi da nerd con The Big Bang Theory.
Satolli di pace e relax siamo tornati nella Milano dei saldi con un unico desiderio: estendere il più possibile quel rarissimo dolcefarniente.

giovedì 17 dicembre 2009

Lavoro o elemosina?

Impigrita dalla neve ho deciso di mollare lo scooter e prendere la metro.
E sorpresa! Mentre ronfavo a occhi aperti, sono entrati di corsa nel vagone cinque ragazzi di età diverse che hanno suonato allegramente una fisarmonica, tre violini e una chitarra. Strumenti scalcagnati di legno consunto, un po' scordati, un po' scoordinati, ma che allegria!
Sorridevano, si scambiavano sguardi d'intesa, cercavano di andare a tempo, magari stavano provando quel pezzo per la prima volta e hanno continuato per tante fermate senza limitarsi alla mera raccolta del denaro.
Altro che quelli che ti impongono il lavaggio del parabrezza al semaforo o l'acquisto di una rosa o l'elemosina con 4 bambini intorno ecc.
Sono stati bravi e coinvolgenti aldilà dell'esecuzione vera e propria.
Un momento bello e rigenerante.

lunedì 14 dicembre 2009

Il mese della trottola

Chissà perché si concentra sempre tutto in pochi giorni, menate, piaceri e mille commissioni burocratiche lasciando da parte i regali di natale che anche quest'anno dovrò fare all'ultimo.

Così, in una giornata lavorativa 9-21, mi trovo a dover incastrare:
- cene natalizie con amici che chiedono manicaretti napoletani manufatti che prevedono acquisto di alimenti che a Milano non si trovano + preparazione di ore (quelle notturne);
- recupero e raccolta entro il 2009 di fatture, spese, bollettini per quella sòla della p.iva, che è mille volte peggio della ritenuta d'acconto;
- procedure burocratiche infinite per saldare, disdire, chiudere servizi (A2A, telecom, tiscali, tim, tarsu ecc). Lunghe attese telefoniche con i call center, con musichette improponibili e i poveri interlocutori, che ogni volta che li sento mi si stringe il cuore se penso ai loro contratti e mi si allarga quando ascolto le idiozie che dicono anche se cercano di essere tanto, tanto gentili.
E dopo il call center arriva il martello della verifica sulla qualità del servizio, ho ricevuto anche 5 telefonate sul cellulare perché volevano che rispondessi a un questionario sul mio livello di soddisfazione, dei masochisti che insistono per farsi insultare.
- le telefonate della famiglia lontana che chiama per organizzarti i giorni del Natale dalla colazione al post cena che nelle feste a Napoli si ragiona per pasti anche se di fatto non ci sono interruzioni se non per spostarsi da una casa all'altra :-/
Così mi toverò a gennaio con le pacche nell'acqua, per di più ingrassate di 20 kg.

venerdì 20 novembre 2009

pillole di saggezza

"I creativi e i tecnici appartengono a due mondi totalmente separati, mondi che non si parleranno mai! Un creativo non potrà mai essere un tecnico e viceversa.
Se un creativo ha capacità tecniche, è un creativo mediocre"

PS I tecnici, ai quali si fa riferimento in questo caso, sono dei giornalisti che scrivono articoli per un sito web e che a stento riescono ad avviare il computer e ad aprire il client di posta elettronica.

martedì 17 novembre 2009

una giornata tipo

h. 9.00 bestemmie nel traffico, soprattutto contro gli scooteristi dell'ultima ora, quelli estivi che stanno incredibilmente tirando in lungo
h. 9.30 tentativi vani di capire chi sono e cosa devo fare, di nascondermi che è lunedì e che è già buio e umido
h. 10.00 riunione con il capo
h. 10.30 progetto A: telefonata con il fornitore per fare in modo che ti dia quello che gli stai chiedendo da due settimane
h. 11.00 progetto A: report della telefonata per allineamento interno
h. 11.30 progetto A: tentativo di stampare documenti visual a sfondo nero e litigio con la stampante che si rifiuta di sputare fuori le stampe e oltretutto protesta con un alert sonoro che diletta i colleghi di diversi piani
h. 12.00 progetto B: riunione per presentazione grafica di un altro fornitore in ritardo di mezz'ora, tempo di attenzione generale 10 minuti, il relatore è banale e soporifero e, in breve, si creano i capannelli per i quali nessuno ascolta nessuno. La riunione si trascina ovviamente sino alle 16.00
h. 16.00 progetto A: progress con il direttore del sito, approfitto del suo ritardo per prendere una brioscina cartonata del '14 dalla macchinetta
h. 18.00 progetto A: aggiornamento del fornitore sui nuovi sviluppi e risollecito consegne
h. 18.30 progetto B: gestione feedback del direttore del sito sulla presentazione delle 12.00 e consulenza sulla user interface
h. 21.00 progetto B: mail di aggiornamento per il fornitore sulla presentazione
h. 21.30 progetto B: aggiornamento telefonico per il capo sull'ultima riunione/mail
h. 22.00 attraversamento della città, con pilota automatico inserito, per le vie deserte di Milano
h. 22.30 arrivata a casa, vedo che è iniziato Flash Forward, dico: "tanto c'è la replica in seconda serata" e mi si risponde: "questa è la replica della seconda serata".
Mi sa che continuo a sbagliare qualcosa. :-/